Bebè di Agerola
Il Bebè di Agerola è ottenuto con le stesse procedure seguite per il caciocavallo sorrentino: Il latte di due munte, intero, viene conservato in bidoni o cisterne coibentate refrigerato a 4° fino al mattino precedente. Viene pastorizzato e dopo, in caldaie di acciaio inossidabile, a 36-38° viene aggiunto siero innesto rappresentato dal siero della lavorazione del giorno precedente. In seguito il latte viene scaldato a coagulazione presamica e con aggiunta di siero. Viene poi aggiunto caglio liquido di vitello. Dopo la coagulazione il coagulo viene rotto a mano con spini metallici prima a croce poi in piccoli parti: granelli della dimensione più o meno di una fava. La pasta viene poi cotta per pochi minuti a circa 50°. Dopo circa 10-12 ore di maturazione la cagliata viene preparata per la filatura: viene tagliata a mano o meccanicamente e poi filata in tini di legno, per la manuale o di acciaio, per la meccanica. La filatura avviene aggiungendo acqua a circa 90-95° per 4-5 minuti cercando di far assorbire meno acqua possibile. La salatura avviene con doppia immersione in salamoia: la prima in soluzione al 12-14% di sale e dura 5-6 ore a circa 20° C e una seconda al 16-18 % per 2-3 ore a circa 15° C. Per il bebè di Agerola la stagionatura dura pochi giorni.
E’ un prodotto di produzione relativamente recente, che probabilmente si è venuto a differenziare per creare un prodotto simile al caciocavallo, ma di sapore più delicato, quindi per venire incontro ad un gusto meno forte, soprattutto da parte dei turisti della zona che preferiscono sapori del genere, rispetto a quello più marcato e forte del caciocavallo.
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